Resistenza e rivoluzione
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Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico è ricco, arroganti se povero, gente che né l'occidente né l'oriente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezza e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto, lo chiamano pace. (Tacito)
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Centinaia di migliaia di truppe USA resteranno collocate in dozzine di basi militari USA per tutto il paese
I media corporativi sono tutti in fibrillazione e danno una copertura a tappeto alla storia degli iracheni che "riottengono la loro sovranità" dal momento che le truppe USA vengono ritirate dalle città irachene. Questa naturalmente è propaganda livida ed infondata - centinaia di migliaia di truppe USA resteranno in Iraq collocate in dozzine di basi militari USA che sono state costruite per tutto il paese. (Paul Joseph Watson)
Non sono stati gli attentati a uccidere il maggior numero di civili in Iraq nei primi cinque anni del conflitto seguito all’invasione guidata dagli Usa del marzo 2003, ma vere e proprie esecuzioni ad opera di miliziani e squadroni della morte.
figlie di un dio minore
La condizione drammatica delle donne nel paese dilaniato da guerre, occupazione, leggi tribali e interpretazioni religiose fondamentaliste. La lotta per l'abolizione dell'articolo della costituzione che potrebbe sostituire il codice di famiglia progressista con la sharia (Giuliana Sgrena)
Per realizzare la "grande Israele" biblica
E' noto che gli espansionisti israeliani vorrebbero assumere il controllo totale della Cisgiordania, della Striscia di Gaza , delle alture del Golan (in territorio siriano) ed espandersi nel Sud del Libano, ma ora paiono aver preso di mira anche una porzione dell'Iraq, considerata parte della “Grande Israele” biblica. (Wayne Madsen)
Il «patto di sicurezza con gli Stati uniti», approvato dal governo iracheno, è stato definito dalla Casa bianca «un passo importante e positivo»: esso autorizza le forze Usa a restare in Iraq per altri tre anni dopo il 2008. E dopo il 2011, ha precisato un portavoce iracheno, «spetterà al nostro governo concludere un altro accordo». Contemporaneamente, il presidente eletto Barack Obama ha dichiarato nell'intervista alla Cbs News che, appena si insedierà, «comincerà ad attuare un piano di riduzione delle truppe in Iraq, particolarmente alla luce dei problemi che abbiamo in Afghanistan, dove la situazione continua a peggiorare». (Manlio Dinucci)
Sunniti e sciiti radicali recalcitrano
L'accordo per il ritiro delle truppe americane dall'Iraq è stato raggiunto. In extremis. Il 31 dicembre scade il mandato Onu per la presenza di truppe straniere e, in mancanza di un rinnovo, i marines non avrebbero potuto più muoversi sul territorio iracheno. Un accordo serviva a Bush prima di lasciare la Casa bianca per poter dire: missione compiuta. Per la verità l'aveva già detto il 1 maggio del 2003 dalla portaerei Lincoln, ma la guerra è continuata e non terminerà con l'accordo annunciato a Baghdad e non ancora firmato. (Giuliana Sgrena)
I dati dell'ufficio del bilancio del Congresso: in Iraq il 20% della guerra è stata privatizzata (Roberto Zanini)
La legge sulla privatizzazione del petrolio iracheno è bloccata - giustamente - in parlamento per i notevoli dissensi suscitati dalla proposta ispirata dagli occupanti, ma gli Stati uniti non possono più aspettare e così hanno trovato il modo per aggirarla. (Gi. Sgre.)
Il segretario alla difesa americano Robert Gates aveva appena proposto la promozione del generale David Petraeus, comandante delle forze multinazionali in Iraq, a capo del comando centrale delle forze Usa che copre un'area che va dal Corno d'Africa all'Asia, Iraq e Afghanistan compresi, quando le vittime americane in guerra sul terreno iracheno hanno subìto una nuova impennata. Ieri tre soldati sono morti in diversi attacchi a nordest di Baghdad, portando la quota dei caduti nel mese di aprile a 47, il peggior risultato dallo scorso settembre quando le vittime erano state 65. (Giuliana Sgrena)
La calma è tornata a Bassora, dopo sei giorni di sanguinosi scontri che si sono estesi a tutto l'Iraq del sud e fino alla bidonville sciita di Baghdad, Sadr city. Una calma che per ora non investe la capitale, dove, anche ieri, sono stati lanciati razzi contro la superprotetta zona verde. Ma intanto si tirano le somme. (Giuliana Sgrena )
Combattimenti fra le forze di sicurezza e i guerriglieri dell'imam radicale sciita. Attaccati diversi commissariati, la polizia asserraggliata non riesce a reagire. Almeno 15 i morti per gli scontri. Razzi e colpi di mortaio sulla Green Zone a Bagdad colpito l'ufficio del vicepresidente al-Hashimi, illeso
Grave attentato alla struttura che trasporta il greggio fino al terminale nelle acque del Golfo. In fiamme l'oleodotto di Bassora. Le violenze non cessano: 44 morti a Kut, autobomba a Kirkuk, nuovi scontri nel Sud dell'Iraq.
Secondo il presidente, i soldati Usa caduti dall'inizio della guerra in Iraq, non sono morti per niente. E le vittime irachene, fra 100 mila e 1 milione? (Matteo Bosco Bortolaso)
Violenti scontri sono scoppiati oggi a Bassora, centro petrolifero nell'Iraq meridionale in cui all'alba le forze di sicurezza irachene hanno lanciato una grande operazione contro i potenti miliziani, secondo quanto riferito da fonti dell'esercito e da testimoni. (Reuters)
Iraq, dopo cinque anni il presidente parla di vittoria strategica. Obama attacca McCain. A Washington manifestazioni contro la guerra. E parla bin Laden (Matteo Bosco Bortolaso)
Cinque anni di menzogne. Bush ha voluto la guerra contro l'Iraq sulla base di una bugia (la presenza di armi di distruzione di massa) e continua a celare la sconfitta dietro infondati presunti successi. La realtà viene nascosta dietro un muro di falsità. (Giuliana Sgrena)
Di male in peggio nei tre Iraq creati dagli Usa. A pagare sono soprattutto le donne (Giuliana Sgrena)
Il 20 marzo ricorre il quinto anniversario dell´inizio dell´invasione dell´Iraq disposta dagli Stati Uniti e credo sia giunto il momento di fare il punto della situazione. (Joseph Stiglitz)
Nel '49 vi trovarono rifugio i palestinesi appena cacciati E oggi vi cercano scampo i fuggiaschi della guerra d'Iraq . I profughi in Giordania Sono sunniti poveri, e sono tanti: 750mila in un paese di sei milioni di abitanti. Seminascosti per paura e per il precario status di «ospiti» (Giuliana Sgrena)
Iraq, «sì» del parlamento al reintegro dei membri del partito di Saddam. Il presidente Usa esulta (Michelangelo Cocco)
Circa 2 milioni sono sfollati in Iraq, altrettanti sono i profughi nei paesi vicini: Siria, Giordania e Libano. La loro situazione è drammatica, quanto dimenticata (Giuliana Sgrena)
La prostituzione femminile è una delle principali attività tra i 500.000 iracheni fuggiti in Siria. Oltre 50.000 donne sono costrette a vendere il proprio corpo, spesso sotto la «protezione» delle famiglie. Moltissime le minorenni: qui il mercato apprezza soprattutto la verginità. Anche quella dell'imene ricostruito (Giuliana Sgrena)
È in «graduale diminuzione» il numero degli attentati che colpiscono ogni settimana la popolazione irachena. Secondo un rapporto dell'esercito americano, ripreso dal giornale kuwaitiano al-Watan, la scorsa settimana è stata toccata la soglia minima con 600 attacchi in sette giorni.
La grande fuga finisce a Damasco
Dopo l'occupazione e l'esplosione della violenza interna, milioni di iracheni hanno abbandonato le loro città e paesi. Quattro milioni sono fuggiti, una metà verso altre località dell'Iraq, l'altra verso Siria, Giordania, Libano. Nel paese governato da Assad si concentra il maggior numero di profughi. Emarginati, sfruttati, e mal tollerati (Giuliana Sgrena)
La pena di morte e le pene in vita
Il boia non ha una sola faccia e nemmeno una sola mannaia. La battaglia vinta all'Onu per la moratoria sulla pena di morte, promossa dall'Italia, è senza dubbio una vittoria della civiltà contro la barbarie e ce ne rallegriamo. Ma non serve nemmeno uscire dal Palazzo di vetro per registrare l'amnesia dell'Italia di fronte ad altre vittime. Quelle irachene. (Giuliana Sgrena)
Truppe qaediste attaccano villaggi presidiati da milizie anti-qaediste finanziate dagli Usa. E' la nuova strategia americana: 360 dollari bastano a comprarsi un miliziano (Giuliana Sgrena)
In un rapporto presentato ieri al Congresso il vero costo del conflitto in Iraq dal 2002 al 2008: 1.600 miliardi, il doppio degli 804 preventivati (Matteo Bosco Bortolaso)
La guerra in Iraq è costata agli americani finora 415 miliardi di dollari [che sono finiti nelle casse delle multinazionali Usa, N.d.R.]. che si aggiungono ai 190 miliardi che sono stati già spesi per la «lotta al terrorismo», iniziata dopo l'11 settembre del 2001 con l'operazione in Afghanistan. Lo rende noto il Report pubblicato ieri dal Congressional Budget Office, che rivela come «nel 2013 questa cifra potrebbe diventare addirittura di circa 1.000 miliardi di dollari, con una truppa sparsa nel mondo composta di 210.000 uomini». (ma. ga.)
"La guerra in Iraq un incubo senza fine"
La guerra in Iraq si è rivelata in quattro anni e mezzo "un incubo senza fine" e "un catastrofico fallimento". A dirlo è il generale di corpo d'armata Ricardo Sanchez, ex comandante delle forze Usa in Iraq e alto responsabile del Pentagono. Secondo Sanchez l'attuale strategia della Casa Bianca nella guerra in Iraq non porterà alla vittoria. Il generale ha inoltre definito gli attuali leader politici americani "incompetenti", "corrotti" e "negligenti nel compiere il loro dovere", aggiungendo che sarebbero stati portati davanti a una corte marziale se avessero agito così da militari.
Ci sono anche nove bambini tra i 34 morti di un raid aereo e terrestre compiuto giovedì in Iraq dalle forze americane nella zona del lago artificiale Tharthar, a nord-ovest di Bagdad. Lo hanno reso noto le stesse forze Usa. L'attacco era stato disposto in quanto i servizi segreti si erano convinti che nella zona era in corso un incontro al quale avrebbero partecipato alcuni importanti capi miliziani legati ad Al Qaeda. Di miliziani islamici ne sono stati eliminati 19. Però sono rimasti vittime anche quindici civili, e tra questi i nove bambini.
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