Resistenza e rivoluzione
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Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico è ricco, arroganti se povero, gente che né l'occidente né l'oriente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezza e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto, lo chiamano pace. (Tacito)
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« Abbiamo sentito le pallottole sopra la testa che facevano ding, rimbalzando sul mezzo. Abbiamo sparato migliaia di colpi e non si faceva in tempo nemmeno a ricaricare le armi. Era il primo giorno e siamo andati avanti così, senza fermarci, per ore. E poi il giorno dopo, lo stesso. Mi sono chiesto se ero capitato all’inferno. » (Un sergente dei lagunari)
Uno stringato comunicato della Difesa per annunciare che la missione Antica Babilonia, cominciata tre anni e mezzo fa, di fatto è finita: un atto sancito formalmente con la cerimonia di saluto, oggi [18.11], a Baghdad, del generale George Casey, comandante delle Forze multinazionali in Iraq. Seguiranno altre cerimonie solenni: ai primi di dicembre l'ammainabandiera nella base italiana e, qualche giorno dopo, la cerimonia di saluto dei bersaglieri della Garibaldi, a Caserta.
Finisce ufficialmente la missione Antica Babilonia. È il ministro della Difesa Arturo Parisi a concluderla giovedì mattina a Nassiriya con il formale passaggio di consegne del controllo della sicurezza nel distretto di Dhi Qar direttamente al primo ministro iracheno Nour Al Maliki, giunto anche lui apposta a Nassiriya.
"Fincantieri si è aggiudicata un ordine del valore di oltre 80 milioni di euro per la costruzione di quattro pattugliatori destinati alla Marina militare dell'Iraq", dice la nota aziendale.
Strage di militari a Nassiriya. Colpiti per la prima volta dalla bomba che ha ucciso centinaia di marines (Michelangelo Cocco )
"L'Italia ha pagato per gli ostaggi"
In Iraq, l'Italia ha pagato per la vita dei suoi ostaggi. E quando non lo ha fatto è perché non le è stato dato il tempo (Enzo Baldoni) o l'alleato americano è arrivato prima che si chiudesse sul prezzo (le body guard). Un rapporto del Ros dei carabinieri, trasmesso alla Procura della Repubblica di Roma, documenta come, tra l'aprile del 2004 e il marzo del 2005, Palazzo Chigi, attraverso il Sismi e il commissario straordinario della Croce Rossa Maurizio Scelli, abbia accettato di partecipare al mercato degli ostaggi, rimanendo prigioniero di chi ha diretto l'industria dei sequestri e ne ha imposto le tariffe. (Carlo Bonini)
"Prevediamo di far rientrare i nostri soldati dall'Iraq a gruppi di 300, tranne gli ultimi 1000, che torneranno tutti insieme". (Giovanni Gagliardi)
Un elicottero AB-412 multiruolo (prodotto dall'Agusta-Westland) dell'Aviazione dell'esercito in forza al 6.ROA, con base presso l'aeroporto di Tallil, è caduto stanotte, per cause ancora in corso di accertamento, in un'area desertica a 13 miglia a sudest di Nassiriya. I quattro militari italiani che si trovavano a bordo del mezzo sono morti.
Non è l'unico rapporto sulla convenienza economica della permanenza in Iraq, quello reso pubblico ieri da Rai news 24 e datato 22 febbraio 2003 (il 20 marzo cominceranno i bombardamenti) che dimostra come la difesa del giacimento di Nassiriya fosse la prima preoccupazione italiana. (di Sara Menafra)
Siamo in Iraq per il petrolio. Certo anche per scopi umanitari e di salvaguardia dell'immenso patrimonio archeologico di quel paese - non a caso la missione si chiama "Antica Babilonia" - ma l'oro nero c'entra e come. (da Repubblica)
Qualche giorno fa, il Senatore dei Verdi Francesco Martone ha presentato una interrogazione su questo argomento. Nei prossimi giorni arriveranno in Iraq quattro Predator italiani che avranno il loro battesimo a Nassiriya. (di Curzio Bettio)
Ieri, giorno 21 gennaio, alle ore 10,20 un elicottero «AB 412» dell’Esercito italiano mentre stava compiendo un pattugliamento lungo l’Eufrate, a sud della città, è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco automatica, probabilmente un khalashnikov. Il proiettile ha colpito sotto l’ascella il mitragliere di destra, Simone Cola, 32 anni, che portato in ospedale per essere operato è morto un’ora dopo. Il velivolo s’era alzato in volo per rispondere alla chiamata di soccorso d’una pattuglia portoghese, attaccata da un gruppo armato nel centro della città, vicino all’Eufrate. Dietro l’assalto ci sarebbero gli uomini dello sceicco Aws al Khafaji, il responsabile dell’ufficio di Moqtada Al Sadr a Nassiriya (ma non erano solo sunniti i resistenti?).
L'Iraq sarà il nuovo paradiso dei terroristi. La funesta previsione della Cia non ha indotto Bush a nuove riflessioni, ma nemmeno l'Italia che ieri ha rinnovato (con un decreto) fino al 30 giugno la propria missione in Iraq. (di Giuliana Sgrena)
L'Italia, dando seguito ad una recente risoluzione dell'Onu, ha appena attivato in Iraq un ''cantiere digitale'' per l'ammodernamento tecnologico della Pubblica Amministrazione di Baghdad. Lo ha reso noto il ministro per l'Innovazione e le tecnologie Lucio Stanca, intervenendo a Berlino alla riunione della task force tecnologie dell'informazione dell'Onu, la prima che si tiene in Europa ed allargata a 200 rappresentanti di governi, organizzazioni internazionali e operatori di tutto il mondo.
Mercenari al servizio degli Stati Uniti. Questo erano gli ex ostaggi italiani sequestrati in Iraq per 56 giorni il 12 aprile scorso Cupertino, Stefio, Agliana e Quattrocchi (quest'ultimo ucciso dai rapitori). Lo dice il Giudice per le indagini preliminari di Bari: "Erano veri e propri fiancheggiatori delle forze della coalizione e questo spiega, se non giustifica, l'atteggiamento dei sequestratori nei loro confronti".
Cardarelli e Prevete. Non sono due italiani qualunque, ma i ‘direttori del traffico’ per gli appalti miliardari di casa nostra sulla via dell’Iraq. Prevete - nome di battesimo Bernard - è un funzionario del ministero per il Commercio estero, dislocato presso l’ambasciata italiana a Washington. La sua precisa ‘mission’ - spiegano all’Ice, l’istituto per il commercio estero - è quella di "acquisire informazioni strategiche sui programmi del governo Usa in materia di appalti e finanziamenti per la ricostruzione dell’Iraq e, in questo modo, fornire la lista delle aziende americane potenzialmente interessate a subappalti con quelle italiane".
Nassiryah, 5 ottobre - Dopo un mese di calma in tutto il settore del Dhiqar il contingente italiano schierato in Iraq è stato nuovamente coinvolto in uno scontro a fuoco. Poco dopo le nove del mattino due veicoli VM 90 del reggimento “San Marco” sono stati attaccati con due razzi anticarro Rpg-7 nella cittadina di Suq ash Shuyukh, trenta chilometri a sud est di Nassiryah. Ai due razzi, che hanno mancato il bersaglio senza provocare vittime o danni, hanno fatto seguito diversi colpi di kalashnikov ai quali i fanti di Marina hanno risposto in modo efficace impiegando anche le mitragliatrici pesanti Browning e colpendo probabilmente alcuni attaccanti prima di sganciarsi senza perdite. Il reparto italiano, uno dei più esperti avendo mantenuto per un anno una compagnia aggregata ai doversi contingenti in Iraq, aveva compiti di scorta ad un convoglio che trasportava apparati radio presso la polizia locale, i vigili del fuoco e l’ospedale, previsti da un progetto che mira a realizzare una rete d’emergenza che colleghi tutti i centri della provincia. Finora non è stato possibile stabilire se l’attacco sia stato condotto da miliziani o da gruppi malavitosi, questi ultimi piuttosto attivi nell’area di Suq ash Shuyukh con traffici che vanno dalle armi alle auto rubate. Neppure gli sceicchi e il capo della polizia locale, subito convocati per un vertice al comando italiano, hanno saputo fornire elementi utili a identificare gli attaccanti. Non è da escludere neppure l’ipotesi di un’azione condotta da miliziani.
Indice dei post apparsi su altri blog:
- L'Irak non ci sta (luglio 2003)
- L'Eni a Nassiriya (gennaio 2004)
- Missione in Irak - Tutte le missioni italiane all'estero (febbraio 2004)
- Acquistate i war-bonds! (marzo 2004)
- "Ricostruire l'Irak" (marzo 2004)
- La seconda fase della resistenza irakena - Mappa della rivolta popolare - Mercenari in Irak (aprile 2004)
- Il debito irakeno (settembre 2004)
- Agire per capire
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